*βeta!
webdesign, tecnologia e comunicazione
Il 19 settembre 2009 proponemmo l’idea di realizzare un sito di dipartimento semplice come un blog. Non potevamo continuare a criticare i siti e i loro progettisti senza provare – non dico a sporcarci le mani – ma almeno intingere il pennello nel barattolo di vernice.
Il Dipartimento era perfetto per realizzare un metaprogetto, perché avevamo un sacco di materiale e – relativamente – pochi vincoli ‘istituzionali’.
Il 28 ottobre 2009 il Consiglio dei Ministri approva il DDL di riforma dell’Università. Il DDL ridisegna il ruolo dei dipartimenti attribuendo ad esso un nuovo ruolo nel campo della didattica.
La Sapienza, con grande anticipo rispetto alla promulgazione della Legge Gelmini, ridisegna ruolo e competenze delle strutture di ricerca e didattica.
Il nostro progetto non reggeva più ai nuovi eventi. Abbiamo pensato quindi di realizzare una specie di promemoria/relazione che fosse insieme benchmarking e analisi preliminare per un progetto web (vero).
Per poter progettare un sito di dipartimento abbiamo preso un campione di 34 siti sui 111 dipartimenti della Sapienza (tra attivati, disattivati e…da disattivare). Escluso 4 siti che hanno una grafica originale, 30 sono stati realizzati con il Template Sapienza. La scelta di privilegiare questo tipo di siti deriva dalla loro struttura abbastanza razionale. Questo ci consente di ragionare sulle scelte dei progettisti e escludere (almeno come ipotesi) una confusa e approssimativa sovrapposizione di link.
Abbiamo conteggiato tutte le etichette (link) presenti nei nostri siti campione e li abbiamo aggregati per “vicinanza semantica”. In grassetto le etichette candidate a essere titoli per i campi semantici definiti.
Ve la spiego come l’ho capita io. I commenti sono lì per precisare e correggere.
I dipartimenti vengono istituiti con la 382/80 (via die.uniroma1.it). Il legislatore definisce i compiti della struttura (art. 83):
[...] I dipartimenti concorrono alle attività didattiche nei modi stabiliti dai successivi articoli.[...]
I dipartimenti sono strutture di ricerca che concorrono alle attività didattiche. Ambiguità della lingua italiana! C o n c o r r e r e significa contribuire ma anche gareggiare, competere. Il legislatore dovrebbe essere molto attento a usare termini inequivocabili quando tratta dell’università.
Ogni dipartimento ha variamente interpretato questa ‘concorrenza’. Ad esempio, ricordo che nel mio dipartimento (non alla Sapienza), ci occupavamo della manutenzione delle Aule didattiche e dei laboratori didattici. In altri, invece, viene gestita per intero l’attività didattica dei professori afferenti al dipartimento (orari delle lezioni, pubblicizzazione degli orari di ricevimento eccetera).
E siamo al disegno di legge della Gelmini [PDF nuova finestra] (via renatofoschi.wordpress.com). Qui mi pare che l’ambiguità è risolta (art. 2) a favore di
attribuzione al dipartimento delle funzioni finalizzate allo svolgimento della ricerca scientifica, delle attività didattiche e formative a tutti i livelli nonché delle attività rivolte all’esterno ad esse correlate o accessorie;
Insomma quello che era più o meno una scelta, diventa un obbligo. Se conosciamo bene i nostri professori, questo sarà materia di tensione e di frustrazione: sia per i dipartimenti che non sono “attrezzati”, sia per quelli che già ‘concorrevano’ alle attività didattiche e che adesso (per uno strano meccanismo psicologico) penseranno… e adesso? dobbiamo fare ancora di più di quello che già facevamo!?.
In questa sede ci interessa verificare lo stato attuale dell’organizzazione didattica dal punto di vista del web della Sapienza. Nei prossimi articoli, cercheremo di capire come si presenta l’informazione e come (sempre con il vostro aiuto) si potrebbe migliorare.
Come vengono pubblicate le informazioni sulla didattica nei 34 siti campione scelti per l’analisi?
Ricordiamo che la scelta di questi siti campione dipende dall’utilizzo di una struttura ‘coerente’ e chiara. 30 su 34 utilizzano il template Sapienza. Questa scelta ha sbilanciato un po’ le discipline scientifiche dei dipartimenti (infatti un po’ meno della metà dei siti sono di area medica, i più entusiasti e ligi ‘applicatori’ delle regole e degli standard della Sapienza).
14 siti non si occupano di didattica: non hanno link o pagine dedicate, rinviano a pagine e informazioni sui dottorati e scuole (da noi considerate non strettamente legate all’attività didattica) oppure hanno link interrotti, pagine in costruzione.
7 siti rinviano a collegamenti con la facoltà o a siti dedicati ai corsi laurea (per essere una scelta ‘naturale’ e ovvia…sono veramente pochi!).
4 siti hanno alcune informazioni di servizio: link alle prenotazioni esami, calendario per la gestione delle aule, contatti con la segreteria, elenco dei corsi di laurea.
I nove siti rimanenti hanno informazioni complete e strutturate sui corsi di laurea, docenti, notizie eccetera. Su questi concentremo l’attenzione cercando di capire le scelte progettuali dei webdesigner.
Stiamo entrando in un terreno difficile. Le scelte (e il successo) di un progetto web dipende da tanti fattori, spesso imperscrutabili e che comunque riguardano la vita ‘reale’ di un dipartimento: i rapporti interni tra i suoi componenti, la fiducia e il rispetto sulle decisioni del tecnico webmaster, le regole interne e esterne al dipartimento, la collaborazione virtuosa con gli altri team di progetto (della facoltà, del sito universitario eccetera).
Abbiamo dedicato un blog (websapienza) per discutere questi aspetti e a quelli rimandiamo come ideale disclaimer alle cose che diremo e proveremo.
Diciamo subito che la scelta che ci convince di piu’ (tra quelle esaminate) è quella di centrare l’attenzione sugli insegnamenti. Secondo questo schema, ai dipartimenti spetterebbe una specie di competenza bottom-up, una didattica granulare, più vicina all’ambiente di lavoro, di studio e di ricerca del docente.
Sono due le osservazioni contrarie a questo approccio:
Alla prima osservazioni si risponde che la sfide di rendere usabile un set numerose di scelte possibili è proprio quello che rende il lavoro del progettista interessante.
Alla seconda – purtroppo – non abbiamo molte possibilità di incidere, in quanto dipende dalle scelte dell’ICT di uniformare i dati (e renderli disponibili in formati aperti), dalle scelte delle autorità che dispongono regole valide per tutti e da una comunicazione efficace tra le parti.
Condizioni che la Sapienza sta provando a organizzare (ad esempio con il progetto SIAD
Sistema informativo Integrato di Ateneo per la Didattica).
Ogni dipartimento deve avere obbligatoriamente l’elenco del personale. Alcuni dipartimenti ci tengono alla suddivisione gerarchica (ordinari, associati eccetera), altri sono meno ‘rigidi’ e risolvono con un ‘elenco’ in ordine alfabetico.
Ogni docente ha una scheda, alcune fatte molto bene, altre un pochino a ‘tirar via’.
I link per raggiungere il personale sono vari: la maggior parte spalma sull’home page tutte le categorie di personale creando un elemento di confusione dove non ce ne bisogno.
Se c’é un etichetta che mette d’accordo tutto e tutti, che ha il fascino del ‘calco’ linguistico e riesce ad evocare il senso di comunità e rispondere nel contempo a criteri di chiarezza e raggiungibilità è quella di PERSONE .
Perché viene usata così poco?
Circa la metà dei siti esaminati (16/34) non hanno pagine dedicate alla Ricerca. Di questi la metà non prevedono proprio bottoni, spazi, etichette che rinviino all’attività di ricerca, mentre l’altra “assolve” il compito con link interrotti, pagine in costruzione o link “finti”.
Insomma per dei siti web di ‘strutture di ricerca’ il dato è abbastanza sorprendente e certo non depone a favore della cura e dell’importanza destinata al web.
Secondo il regolamento tipo dei dipartimenti [PDF] il direttore [Art. 4 b) e C)]
b) propone il piano annuale delle ricerche del Dipartimento e la eventuale organizzazione di centri di studio, anche in comune con altri Dipartimenti o Istituti dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” o di altre Università italiane o straniere o con il Consiglio Nazionale delle Ricerche o con altre istituzioni scientifiche. Predispone i relativi necessari strumenti organizzativi ed eventualmente promuove convenzioni tra le Università e gli Enti interessati;
c) predispone annualmente una relazione sull’attività di ricerca e su quella didattica svolte nel Dipartimento e la trasmette al Rettore;
Una documentazione preziosa per allestire una pagina che illustri l’attività di Ricerca.
Naturalmente non è l’unico modo per veicolare queste informazioni: se la ricerca è organizzata per gruppi, per laboratori oppure per sezioni, il problema sarà solo quello di organizzare in modo efficace le informazioni, dando a ciascun membro del dipartimento e alla sua attività, il giusto rilievo.
Purtroppo notiamo sempre una certa approsimazione nel pubblicare articoli e documenti che riguardano l’attività di ricerca. Spesso chi si occupa di impaginarlo non è attento al contenuto (spesso il tecnico non è uno specialista), e quindi il risultato è un copia&incolla puro. Il professore dovrebbe perdere un po’ di tempo ad aiutare il tecnico a inserire il documento con la stessa cura che dedica all’impaginazione in una rivista scientifica.
Come per la didattica, anche per la ricerca non c’é limite all’approfondimento. Il limite non è nel mezzo ma solo nella buona volontà.
Almeno non possiamo accusarli di essere troppo autoreferenziali. Nessun sito, tra quelli esaminati, pubblica verbali, documenti e relazioni relative alla vita interna del dipartimento.
Solo un paio di dipartimenti riportano i nomi della giunta di dipartimento e ricordano che esiste anche un consiglio di dipartimento.
Credo che, aldilà degli obblighi, sarebbe una cosa positiva riportare i verbali del consiglio. Oltre all’indubbio vantaggio di trasparenza e di comodità è interessante vedere il dipartimento come una cosa viva, che discute e che decide.
Per quanto abbiamo cercato di seguire la logica dei siti web dei dipartimenti sottoposti alla nostra analisi, tutto viene ricondotto a quattro (4) semplici “tasti”.
Il flusso delle notizie, l’attività istituzionale, i contatti di segreteria, le mappe, la storia del dipartimento, insomma tutto quello che riguarda la “casa”…può essere ricondotto alla Home!
Le etichette sono autoevidenti e non abbiamo avvertito proprio l’esigenza di inzeppare le pagine di link numerosi e complicati.
Ovviamente ci rendiamo conto delle difficoltà: non è certo facile rendere navigabili liste di centinaia di docenti e insegnamenti. Inoltre, un progetto concreto è sempre più difficile di un semplice e leggero proof of concept (un modello per dimostrare la fattibilità). Eppure dobbiamo affrontare l’idea che non sono le cose semplici che vanno dimostrate ma quelle complesse e difficili. Quindi, prego accomodatevi e dimostratemi che ho torto!