*βeta!
webdesign, tecnologia e comunicazione
Le riflessioni che seguono sono derivate dall'osservazione di una mailing list dei bibliotecari della Sapienza.
I problemi di utilizzo di una mailing list risiedono proprio nella semplicità e immediatezza del mezzo.
Le mail possono essere impaginate e formattate come una pagina web (margini, segni grafici, stili - grassetto o corsivo). Per ottenere queste pagine i programmi di posta sono forniti di un editor che consente la personalizzazione del testo.
Le mail possono essere scritte anche in "puro testo". Per questo è sufficiente disabilitare l'editor del programma di posta.
In generale è sempre meglio scrivere le mail in puro testo evitando di colorire e impaginare il messaggio. Nei messaggi uno a uno questa scelta può essere personale : nelle mailing-list deve essere un obbligo.
Nei messagi privati, quando si risponde, si ha l'abitudine di scrivere il messaggio in testa alla mail. Per capire la conversazione bisogna scorrere in basso e risalire il testo. Questioni di abitudine e di convenzioni: comunque è abbastanza innaturale seguire una conversazione in questo modo.
Nelle mailing list questa pratica è sbagliata. Per scorrere il testo, capirne il senso, scovare il punto esatto della critica (della spiegazione, del consenso, dell'approfondimento) è faticoso, sopratutto se il botta e risposta è composto da 5/6 messaggi.
La soluzione è semplice: bisogna citare il messaggio (meglio, il frammento) e rispondere sul punto. Non a caso tutti i programmi di posta mettono un segno grafico (di solito un >) al messaggio ricevuto.
I testi devono essere semplici e diretti. Nella mail non può essere depositato un saggio teorico (semmai una segnalazione ad un link) e naturalmente non bisogna scrivere testi stringati come SMS.
Questi semplici accorgimenti partono da una considerazione altrettanto semplice e ovvia: le mail sono conversazioni, flussi di testo continui e condivisi. Se formatto il mio testo creo un recinto dal quale non permetto l'interruzione e l'arricchimento del contenuto di altri.
Conversazione, flusso di testo, interruzioni, integrazione, mittente e destinatario presuppongono una pratica comunicativa informale e agerarchica (che non vuol dire senza regole).
Trasferendo la conversazione ad un mezzo elettronico come la mail si perdono componenti importanti; il messaggio viene 'tagliato' di tutte quelle funzioni utili alla comunicazione. Il rischio concreto di fraintendere, equivocare è dovuto proprio all'immediatezza e potenza del mezzo. Per questo è necessario un 'controllo' della scrittura e della lettura. Un controllo che non deve diventare autocensura o timore reverenziale (sopratutto in liste fortemente orizzontali) altrimenti la mailing list diventa inutile.