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Giovedì 27 Gennaio 2011
Lettura interessante quella del verbale del Consiglio di Amministrazione del 23 novembre 2011. In questa seduta si è consumata l’ultimo atto dell’accordo sindacale del 16 novembre che ha modificato molte delle disposizioni precedenti in materia di lavoro (straordinario, indennità eccetera).
I consiglieri di amministrazione del Personale eletti nelle liste dei sindacati firmatarie dell’accordo hanno tutti espresso soddisfazione per il risultato raggiunto. Qualcuno auspicando premi di produttività (Roberto Ligia), altri sottolineando l’importanza dell’introduzione della produttività collettiva (vero fulcro dell’accordo dichiara Sandro Mauceri). Infine, per Marco Cavallo, l’introduzione dell’obiettivo perseguibile è decisamente un elemento migliorativo. Consenso anche da altri consiglieri. In particolare – il prof. Graziani – chiede assistenza per le parti discrezionali, affinché ci sia omogeneità di applicazione.
La lettura del verbale ha confermato la sensazione che il ‘fiore all’occhiello’ dell’accordo riguardi proprio la questione degli obiettivi, la verifica dei quali sarà fatta due volte l’anno (giugno e dicembre) con accertamenti di stato d’avanzamento ogni due mesi. Il Collegio dei sindaci ha espresso il parere sulle percentuali dell’indennità (a risultato parzialmente raggiunto sia corrisposto il 50% e non l’80%)
Insomma, la massima istituzione della Sapienza crede fortemente al nuovo istituto della Produttività collettiva. Ci rimane da augurare che il significato “ideologico” non prevalga sull’applicazione reale: insomma che venga smentita quella percentuale di lavoratori che pensano che non cambierà nulla – o peggio sarà solo un modo per ottenere che uno lavori per gli altri.
La questione dirimente sono gli indicatori di perfomance, e su questo il Rettore ha confermato una grande attenzione.
Tutto bene dunque.
Da parte nostra possiamo solo insistere su un punto: la riconoscibilità e la trasparenza degli obiettivi dei gruppi è uno dei presupposti per evitare di sciupare questa occasione per migliorare i servizi della nostra università. Discutiamo pure quali strumenti usare per condividere con l’intera comunità gli obiettivi destinati ai singoli gruppi, si predispongano pure meccanismi di ‘riservatezza’ sulle singole attività ma rendiamo tutto aperto, condiviso e verificabile.
Ne abbiamo cominciato a discutere con alcuni lavoratori della Sapienza.
Commenti
"È istituito un’incentivazio ne di produttività collettiva per incentivare l’incremento dei
servizi correlata al raggiungimento di obiettivi di struttura, da erogarsi a conclusione
di un periodico processo di valutazione"
E' istituito (maschile) un'incentivazione (femminile) ... per incentivare (incentivazione per incentivare?! uno sforzo di fantasia, un sinonimo...) Incentivare cosa? "L'incremento dei servizi" : ma qualcuno, di grazia, mi spiega che cosa significa "incentivare l'incremento dei servizi?"
Un solo commento: la buona scrittura presuppone pensieri chiari, lineari, parole concrete e non astratte.
Una cattiva scrittura è sempre sintomo di qualcosa che non va...
Se a questo aggiungiamo una circolare che introduce delle timbrature col cronometro, come se noi nella vita invece di lavorare stessimo a contare i minuti, ecco che la cosa diventa anche vessatoria.
Una proposta concreta: visto che la cultura della valutazione stenta a prendere piede, sia fra i lavoratori che fra i capi, obblighiamoci alla valutazione vera. Come? Molto semplice, smettiamo di timbrare del tutto, così i nostri capi saranno obbligati a pensare degli obiettivi e a valutare il nostro lavoro. Senza una vera attribuzione di responsabilità non ci sarà mai vera produttività. Proviamoci, una settimana di sciopero del cartellino.
Invece la cosa che più mi innervosisce è il ruolo fondamentale attribuito alla timbratura, ora più che mai. Alla faccia della flessibilità del lavoro, qui si stanno raggiungendo livelli di rigidità paradossali, peraltro assolutamente non funzionali ad una maggiore efficienza. Dimostratemi che stare inchiodati alla scrivania migliora l'efficienza e starò zitta. E' invece dimostrato esattamente il contario. Che poi scusate, una volta soppressi gli straordinari e di fatto anche i recuperi, che bisogno c'è di timbrare? Basterebbe la vecchia firma attestante la presenza......
sono d'accordo con lo sciopero della timbratura
ciao
francesca
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